FOTOGALLERIA Il fiume simbolo della Grande Guerra, arteria vitale per la regione Veneto, è in perenne crisi idrica a causa dello sfruttamento intensivo e delle mutazioni climatiche

L’ultima battaglia del Piave – National Geographic

di Davide Michielin

L’educazione ambientale deve svolgere un compito di primo piano per destare una chiara presa di coscienza e una migliore comprensione dei problemi dell’ambiente. Deve creare comportamenti positivi nei confronti delle risorse presenti nel territorio vicino alla scuola e ai bambini, prevede linguaggi multidisciplinari e percorsi di conoscenza condivisi, prepara alla comprensione dei gravi problemi del mondo contemporaneo e contribuisce a dare il senso della stretta continuità che intercorre tra l’azione di oggi e le conseguenze che si possono determinare in futuro.

Le attività didattiche che progettiamo di svolgere in tutte le classi del plesso di Santi Angeli, hanno connotati ben precisi, caratteristici degli itinerari classici dell’educazione ambientale : prevediamo di operare su un problema concreto, vicino e rilevante a livello locale e che fa parte, a tutti gli effetti , dei vissuti dei bambini ; come insegnanti abbiamo previsto di privilegiare, nel procedere con l’attività di ricerca, il rapporto scuola-territorio e il lavoro sul campo.

L’area geografica oggetto del presente progetto sta conoscendo una disaffezione sociale e culturale lenta ma inesorabile. Esiste una forma di spaesamento e perdita d’identità che ci porta all’abbandono sia psichico che, successivamente, fisico dei luoghi in cui non sappiamo più abitare.

La Storia e la Natura si mescolano nel paesaggio, confondendosi e confondendo chi le osserva in una dimensione unica dalle stratificazioni sottili, di millenaria freschezza, di fatti recenti e già sepolti sotto una fitta coltre di indifferenza.

I declivi della Valmareno sembrano inginocchiarsi di fronte alle montagne col manto dei laghi sulle spalle; definiscono col loro paesaggio morbido una giuntura tra spazi e dimensioni differenti. Fin dalla loro morfologia si intuisce che si tratta di un paesaggio altamente simbolico e denso di significati. Eppure, questi luoghi di straordinaria polisemia culturale conoscono un ingiustificato abbandono, specie le isolate architetture rurali ma anche, in parte, anche talune porzioni dei paesi. Quest’area risulta relegata a mera zona di passaggio del turismo che segue le direttrici che dal Nord Europa conducono alle località di mare, e che dalla Pianura Padana si dirigono verso le stazioni di villeggiatura invernale. L’abbandono fisico corrisponde un abbandono culturale e sociale, ben rappresentato da fenomeni di micro-emigrazione con conseguente abbandono dei luoghi.

Obiettivo generale del progetto sarà proprio la salvaguardia delle straordinarie caratteristiche di questo territorio, sia come paesaggio che come tessuto sociale, partendo da una ricognizione dei problemi ma anche delle potenzialità che coinvolga tutte le articolazioni della società, dalla scuola alle associazioni. Una volta costituita questa rete di gruppi e risorse, saranno individuate e progressivamente attuate iniziative di valorizzazione culturale e di sviluppo economico.