Un antico toponimo indica la zona circostante l’antico Porto di Lovadina con l’appellativo “Talpon”, cioè Pioppo, generalmente riferito al Pioppo nero (Populus nigra). Fin dall’antichità l’uomo ha utilizzato le piante secolari come riferimento geografico, confine interpoderale o tra diversi paesi o località. La presenza maestosa, la longevità (spesso superiore a più generazioni), la forza “spirituale” che spesso emanavano queste piante, le investiva di un ruolo fondamentale nel tessuto socio-geografico dell’epoca. Per gli antichi Romani, lo spazio delimitato dalla presenza di questi grandi alberi risultava civilizzato e privo di spiriti maligni, oltre quello spazio, iniziava il regno dell’ignoto, dell’oscuro.

Corteccia di un grande Pioppo Nero (Populus nigra)

Queste piante-monumento iniziarono ad ospitare immagini sacre, assumendo (o, semplicemente, incrementando) un’aura sacrale che già avevano in sé, originando i capitelli arborei, di origini molto antiche e visibili ancora oggi nelle nostre campagne. Il Concilio di Trento però, (1545-1563), decretò che queste ed altre credenze troppo promiscue con la Natura selvaggia non potessero essere incluse nei culti ufficiali della Chiesa e ne furono banditi.

La presenza di questi ed altri toponimi presenti anche lungo il Medio Piave (es. Salettuol, Saletto) hanno una grande importanza poiché portano nella semantica del loro nome uno scorcio su quello che era il paesaggio anche molti anni fa e di come si è modificato fino ai nostri giorni: proprio come una fotografia.

Pioppo nero (Populus nigra), albero diffusissimo in tutto il nostro territorio (e in tutta Europa). Appartiene alla famiglia delle Salicacee e può raggiungere i 25-30 metri di altezza; la foglia è cuoriforme. Il nome sembra derivare per alcuni, dai “pappi”, cioè dalle lanugini che contengono i semi e favoriscono la diffusione anemofila, per altri, più poeticamente dall’appellativo “Albero del popolo” (Arbor populi, appunto), attribuitogli per l’incessante fruscio delle sue foglie, simile al brusio della folla, del popolo.

Foglia di Pioppo nero (Populus nigra)

Predilige di regola i terreni freschi e profondi, infatti nell’area del Medio Piave, costituita in gran parte da materassi ghiaiosi ricoperti da uno strato di limi e terreni molto sottili, tende a sviluppare un apparato radicale molto superficiale. Complice l’abbassamento delle falde acquifere e, per l’appunto, la scarsa aderenza e penetrazione radicale assistiamo ad una progressiva scomparsa di queste grandi piante soprattutto nelle aree più aride. In associazione con il Salice bianco o ripaiolo (Salix alba e eleagnos), forma il bosco ripario tipico delle sponde fluviali.

E’ pianta dioica, dal legname di scarso valore che viene perlopiù utilizzata nell’industria cartaria.

Nelle nostre campagne era facile vedere alcuni esemplari di dimensioni rilevanti assumere la funzione di riferimento geografico-spaziale ed entrare a pieno titolo nelle vicende storiche di intere generazioni e popolazioni.

Capitello arboreo – foto Gian Pietro Barbieri